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IL FASCISMO EDUCA I GIOVANI

La propaganda e l'educazione dei giovani furono due armi importanti, <<armi segrete>>, del regime fascista (ottobre1922 - luglio 1943): dalle trasmissioni radiofoniche ai testi scolastici, dalle <<parate>> in divisa alle organizzazioni giovanili. Secondo una definizione relativa a quegli anni, <<non si poteva non essere fascisti>>: i giovani, dall'asilo all'università, venivano inquadrati in organizzazioni di tipo militare, divise in <<legioni>>,<<centurie>> e <<manipoli>>, come ai tempi dell'antica Roma. Del resto, lo stesso termine fascismo si spiega in riferimento al fascio, cioè al mazzo di verghe con la scure, che nell'antica Roma simboleggiava il potere esecutivo, prima dei re e poi dei consoli.

Tutti i giovani ebbero la propria divisa che identificava le varie associazioni create dal regime: "Figli della lupa", "Balilla", "Piccole Italiane", "Giovani Fascisti"; diventò ufficiale il <<saluto romano>>.

Figura 1 Saluto romano

Figura 2 Balilla

Nella scuola furono introdotte due nuove materie (cultura militare e cultura fascista) e acquistò grandissima importanza l'educazione fisica: gli Italiani dovevano essere un popolo di atleti e di guerrieri, degni dei loro antenati romani; pertanto, la propaganda esaltò il Duce, proponendone le gesta improntate alla fisicità (Mussolini <<nuotatore>>, <<trebbiatore>>).

 

Nel 1923 la riforma della scuola del filosofo Giovanni Gentile, allora ministro della pubblica istruzione, imponeva la scelta, dopo le scuole elementari, fra l'avviamento professionale (destinato all'esclusivo esercizio di una professione) e la scuola media (aperta agli sviluppi successivi dell'insegnamento scolastico):

Figura 3 Giovanni Gentile

essa obbediva a una concezione umanistica e aristocratica, che riservava l'istruzione superiore e la formazione universitaria a un numero ristretto di studenti (ordinamento in vigore fino agli inizi degli anni Sessanta, quando venne creata la scuola media unificata, che garantisce a tutti i ragazzi la possibilità di proseguire gli studi). L'insegnamento doveva rigida obbedienza alle direttive del regime. L'insegnamento della storia…venne riorganizzato in modo da illustrare convenientemente il primato degli Italiani. Nel 1926 una speciale commissione proibì 101 testi di storia su 317 e dieci anni più tardi fu resa obbligatoria l'adozione nelle scuole di un unico libro di testo per questa materia; si impose l'adozione del libro unico di testo nelle elementari e si pretese il giuramento di fedeltà da parte di tutti gli insegnanti, che dovevano risultare iscritti al Partito fascista: tra i professori universitari, circa 1200, furono solo una dozzina quelli che non si piegarono.

(da D. Mack Smith, Storia d'Italia, Laterza, Bari 1959)

 

Nelle biografie di Mussolini, scritte appositamente per i ragazzi, particolare rilievo viene dato agli aspetti che riguardano il duce bambino, con gli aneddoti su Benito che non abbandona il compagno caduto dall'albero di frutta o che si fa cronometrare il tempo di corsa intorno alla casa per mettersi alla prova.  …Mussolini diventa l'esempio della disciplina e del lavoro infaticabile sin da quando era scolaro…La disciplina è un ritornello incessante rivolto ai giovani, che devono adeguare il loro comportamento a quello del capo…<<Credere, obbedire, combattere>>! diventa il motto dei fascisti.

(da L. Passerini, Mussolini immaginario, Laterza, Bari 1991)

 

Nel campo degli studi universitari, alle donne erano aperte pochissime Facoltà (Magistero, Lettere, Farmacia…), più adatte alle <<inclinazioni muliebri>>, mentre erano chiuse quelle di Medicina e di Ingegneria…>>… Mussolini non esitava ad affermare che <<la donna ha indiscutibilmente minore intelligenza dell'uomo. Credo, ad esempio, che la donna non abbia grandi capacità di sintesi e che quindi sia negata alle grandi creazioni spirituali>>: nel 1926 la <<donna>> Grazia Deledda otteneva il Premio Nobel per la letteratura…

Figura 4 Grazia Deledda

Il <<Decalogo della Piccola Italiana>> sentenziava che <<La Patria si serve anche spazzando la propria casa; il vero compito delle donne è soprattutto quello di spose e madri. Il vero posto della donna nella società moderna è, come nel passato, la casa>>. Per dissuaderla dal lavoro, il salario della donna era notevolmente inferiore a quello dell'uomo e si faceva di tutto per convincerla che il lavoro <<guastava>> la sua femminilità…Il diritto di voto, poi, era  tassativamente escluso…il Duce finì per ammettere: <<Se concedessi alla donna il diritto elettorale mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare>>.

Come è facile capire, anche una serie di spettacolari imprese nello sport e nella tecnica furono strumentalizzate, e quindi propagandate da stampa e radio controllate dal regime, per diffondere tra i giovani l'ideologia fascista basata sulla concezione di uno Stato forte e autoritario: gli <<azzurri>> di calcio ottennero due clamorose vittorie nella Coppa del mondo (1934 e 1938) e alle Olimpiadi del 1936; nel pugilato Primo Carnera (1933) conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi.

Figura 5 Primo Carnera

Altrettanto numerosi furono i record mondiali ottenuti dall'aviazione: velocità per idrovolanti (De Bernardi, 1927 e 1928, e Agello, 1933 e 1934); di distanza in un volo senza scalo (Ballarin e Del Prete, 1928); primo volo attraverso tre continenti (De Pinedo, 1925); prime trasvolate atlantiche in formazione (Italo Balbo, nel 1930 con 12 apparecchi e nel 1933 con 24);

Figura 6 Manifesto commemorativo della trasvolata dell'Atlantico

trasvolata del Polo Nord in dirigibile (Nobile, 1926 e 1928: quest'ultima impresa si concluse tragicamente). Si trattò di grandi momenti di esaltazione collettiva.

Figura 7 Umberto Nobile